A quanti hanno sostenuto la mia candidatura a Rettore nella prima sessione elettorale

Cari amici,

vorrei farvi partecipi di alcune mie riflessioni sull’esito delle votazioni.

  • Ragioni della candidatura: se possibile, le ritengo oggi ancora più valide che nel passato. Penso che fosse doveroso innescare un dibattito su quello che la nostra Università vuole essere nel breve e nel medio periodo, proponendo un modello, un progetto, degli obiettivi e delle azioni conseguenti.
  • Campagna elettorale: ho affrontato questa campagna elettorale cercando il consenso sulle idee e sui progetti, senza accordi preventivi.
  • Risultati: mi sento personalmente confortato. Ciascuno di voi sa che il suo voto mi è stato dato senza promesse e senza contrattazioni, in base alla condivisione di un modello di Università orientato al futuro. A tutti voi il mio personale ringraziamento.

Queste considerazioni, tuttavia, non ci possono far dimenticare che in democrazia i numeri contano e, pur essendo più che mai convinto della correttezza delle nostre ragioni, non ritengo utile ripresentare la mia candidatura.

Naturalmente continuerò ad impegnarmi per difendere con trasparenza il punto di vista che tutti insieme abbiamo espresso nelle votazioni del 30 settembre.

Vi ringrazio per l’attenzione,
Nicola Vittorio

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Lettera al Personale Tecnico Amministrativo e Bibliotecario, ed alle sue rappresentanze sindacali

Al Personale Tecnico Amministrativo e Bibliotecario e alle Rappresentanze Sindacali

Ringrazio cordialmente le organizzazioni sindacali che in tempi e modi diversi hanno manifestato le loro preoccupazioni e le loro richieste a me e a tutti gli altri candidati alla carica di Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata”.
Queste elezioni rettorali giungono in un momento drammatico per l’università italiana. Più che il merito dei singoli provvedimenti, mi preoccupa il sentimento diffuso che circola per il Paese, spesso artatamente alimentato dalla superficialità dei media. Un sentimento che identifica l’istituzione Università con gli episodi di nepotismo, di inefficienza e di mal governo, che pure esistono, ma che non sono, per fortuna, né la regola né la tendenza di questa istituzione. Un sentimento che guarda alla formazione universitaria come un orpello, un orpello dispendioso, un lusso inutile di cui si può facilmente fare a meno nei momenti di difficoltà. Per la prima volta da quando sono in questo ambiente – prima da studente, da ricercatore e quindi da docente – avverto aggirarsi per questa Italia l’idea che dell’università si possa, tutto sommato, fare a meno.

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Intervento al Corpo Accademico del 10 Settembre 2008

Al Personale Docente, al Personale Tecnico Amministrativo, agli Studenti
dell’Università di Roma “Tor Vergata”

Cari tutti

Sono contento di essere stato alla fine il primo fra tutti i candidati ad inviare lo scorso 22 Luglio il mio programma, le mie “Idee di governo”. Il documento è volutamente strutturato in obiettivi ed azioni, proprio per: i) uscire dal generico; ii) fare delle proposte concrete; iii) scrivere nero su bianco le linee programmatiche che secondo me dovranno caratterizzare i prossimi tre anni di governo rettorale.
In questo mio intervento non voglio raccontare le mie “Idee di Governo”: assumo, forse con un po’ di presunzione, che tutti abbiano avuto tempo, e soprattutto voglia, di scorrerlo. Ritengo più utile sottolineare alcune priorità e prendere con voi alcuni impegni molto precisi.

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