L’idea di cambiare i programmi di religione e geografia è più di una semplice idea , è scritta nera su bianco in una bozza predisposta dal Miur e inviata al Consiglio di Stato per un parere. Si tratta di un parere tecnico dunque non si interverrà sulla sostanza che resta quella annunciata ieri dal ministro Profumo: se il Paese diventa sempre più multiculturale, i programmi scolastici devono adeguarsi.
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12.09.26 – l’Unità – La cultura laica in passato ha frenato. Spero che si cambi
E’ importante il proposito espresso oggi dal ministro Francesco Profumo di introdurre nella scuola media l’insegnamento delle religioni. E’ una proposta importante sia dal punto di vista culturale che da quello civile. Non è la prima volta, in verità , che viene avanzato un progetto di questo genere, ma purtroppo è sempre caduto nel vuoto, senza riuscire ad ottenere una pratica realizzazione.
12.09.26 – l’Unità – Due ragioni opposte si trasformano in due torti
Purtroppo le indiscrezioni sul concorso per gli insegnanti voluto dal ministro Profumo sono state confermate. Nessun giovane appena uscito dalle aule universitarie potrà parteciparvi e sarà solamente una seconda via per i tanti precari che in questi anni hanno faticato e accumulato posizioni in graduatoria per ottenere finalmente una cattedra.
12.09.26 – Il Sole24Ore – Abilitazione, mediane “flessibili”
Il Governo deve intervenire con un decreto o una circolare per chiarire che il superamento delle mediane sugli indicatori di “produttività scientifica” dei candidati non è condizione necessaria per ottenere l’abilitazione nazionale, ma rappresenta solo “uno dei fattori di cui le commissioni giudicatrici dovranno tenere conto”.
12.09.26 – Corriere della Sera – Profumo: l’ora di religione cambi.Gli studenti hanno culti diversi
Il ministro dell’istruzione Francesco Profumo, a pochi mesi dalle elezioni, lancia l’idea di “cambiare l’ora di religione”. “Credo che il Paese sia cambiato, nelle scuole ci sono studenti che vengono da culture, religioni e Paesi diversi. Credo  che si debba modificare il modo di fare scuola che debba essere più aperto”.