Quando parlo con i miei colleghi universitari francesi o americani dei tagli alla cultura, la domanda più ricorrente è : “Cosa hanno chiuso?”. E qui la faccenda si fa particolarmente penosa, perchè si tratta di spiegare loro che l’ipocrisia italiana non permette quasi mai di sopprimere davvero qualcosa, ma costringe a vivere largamente al di sotto della soglia minima di dignità .