Disoccupazione giovanile in Italia: forse un problema strutturale. Di manovre govenrative shock non se ne parla soprattutto per la mancanza di fondi, così i giovani inoccupati crescono, specie al sud. Ma Almalaurea diffonde dati confortanti: a 5 anni dalla laurea solo il 6% risulta ancora inoccupato. Il titolo quindi è necessario, anche se spesso ci si trova “overeducated” nell’azienda in cui si è stati assunti.
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13.09.16 – la Repubblica Affari&Finanza – Istruzione, l’Italia torna a investire
Se il Miur non ha contribuito alla spending review dovuta anche al taglio dell’Imu, forse è perché l’Italia spende per l’istruzione il 4.7% del Pil rispetto al 6.3% della media dei Paesi Ocse. Sembra però che per il welfare studentesco si stia preparando una rivoluzione a colpi di borse di studio, wi-fi, agevolazioni per i meno abbienti, edilizia scolastica, personale docente e non. Speriamo bene.
13.09.13 – la Repubblica – Redditi familiari ai livelli di 25 anni fa
Le famiglie non spendono perché non possono. Le spese aumentano. Anche gli investimenti sull’istruzione ne risentono.
13.09.13 – Corriere della Sera – Le tasse dell’Univerità ? Si pagano dopo la laurea
La Ca’ Foscari di Venezia riesce a coinvolgere BNL in un’operazione ardita: gli studenti più brillanti potranno pagare le tasse universitarie anche dopo la laurea. Questo comporta incentivazione per i ragazzi (medie alte e tempi stretti da rispettare) e investimento del gruppo bancario nelle teste migliori dell’ateneo. Un modello da copiare? Il rettore Carraro si dice “non geloso” dell’idea.
13.09.09.2013 – ItaliaOggi – Atenei in aiuto degli studenti in difficoltÃ
Nell’ambito dell’autonomia universitaria, gli atenei italiani cominciano a muoversi verso le fasce più deboli: aiuti finanziari, microcrediti, agevolazioni, per poter continuare a frequentare il corso di studi e ottenere la desiderata laurea.